La collegiata di Santo Stefano è parte del complesso di edifici sacri che caratterizza il centro storico di Mazzo di Valtellina. L’aspetto attuale è frutto della riedificazione di epoca barocca, ma la sua fondazione risale al VII secolo, periodo della nascita delle pievi in Valtellina.
La pianta rispecchia l’antica matrice basilicale con colonne, tre navate e ampio presbiterio. L’interno è sobrio: sebbene intonato al gusto secentesco, non presenta eccessi decorativi.
Il pulpito, gli stalli corali e l’altare marmoreo del 1780, sono opera della nota bottega Longhi di Viggiù, mentre la pala della Madonna con il Bambino e Santi (1541) è attribuita al bresciano Vincenzo de Barberis, attivo in varie località della Valle. L’opera più pregevole è l’Ancona della Madonna del Rosario. Di autore ignoto, è custodita nella Cappella del Santo Rosario, nella prima campata della navata di destra.
L’esterno dell’edifico è di chiara impronta secentesca. Il portale marmoreo, in stile rinascimentale, è opera dell’artista ticinese Bernardino de Torigiis di Maroggia, vicino alla bottega dei fratelli Rodari. Il campanile, ispirato alle forme romaniche di altre torri campanarie della zona, fu invece realizzato nella seconda metà del Cinquecento e terminato nel 1761 con la caratteristica cupola a bulbo in lastre di rame.
Consigli di viaggio e informazioni pratiche
Modalità di visita Visita libera
La collegiata è visitabile in orario diurno.