A circa 700 m di quota nel territorio comunale di Vervio sorgono alcune piccole frazioni: Rogorbello, Bertoli, Cà Giacomo, Cà Giacomelli e Bosca.
Il loro insieme forma un interessante mosaico rurale, dove si distinguono i tratti tipici del paesaggio culturale della valle, terrazzamenti, coltivazioni e boschi punteggiati da nuclei di case, con piazzette e fontane.
Finestre e portoni mantengono il loro aspetto genuino, frutto del lavoro manuale e delle risorse del territorio.
I nuclei storici sono in parte abbandonati, il comune di Vervio infatti conta oggi solo 200 abitanti, contro i 1000 del secolo scorso.
Dalla piazza del municipio, a 550 m di quota, camminando tra le vecchie case si incontrano testimonianze del passato come la lapide che ricorda l’episodio del febbraio del 1945, quando la divisione nazifascista, dopo un rastrellamento che portò a cinque fucilazioni, incendiò il paese.
Dal cimitero e l’attigua chiesa di San Antonio si imbocca poi la strada asfaltata che sale lungo il versante verso le prime tre frazioni: Cà Torchio, Cà Gianin e poi Moncecco,. Dopo qualche tornante si raggiungono le frazioni alte.
In auto si può arrivare fino alla frazione di Rogorbello, a 770 m di quota e, una volta parcheggiato accanto alla chiesa di San Sebastiano, con poca fatica si possono vistare le altre frazioni.
Consigli di viaggio e informazioni pratiche
Modalità di visita Visita libera
Sempre visitabile
Informazioni pratiche Il senso di una visita a queste contrade è quello di girovagare a piedi guardandosi attorno. Si può arrivare a Rogorbello salendo in auto dal fondovalle, seguendo la strada asfaltata che sale da Vervio. Arrivati alla chiesa di San Sebastiano ci si può muovere nei dintorni.
In bicicletta, soprattutto se e-bike, non è difficile salire dal fondovalle e percorrere l'anello che, su una discesa ripida, porta da Bosca a Moncecco e poi a Vervio.
Rogorbello è conessa con altri percorsi, ad esempio con il Sentiero del Sole, verso Baruffini.
Raccomandazioni Nessuna raccomandazione particolare.